fondata nel secolo XVI |
... maestri
bottai dal secolo XVI
Una
dinastia di maestri bottai. Lo storico patronimico di questa dinastia
fu, con ogni probabilità, "RIENZ''. Cosi come l'areale d'origine fu senza
dubbio la lontana Baviera, terra da cui, intorno al Mille, discese in
Italia una forte migrazione tedesca che finì per occupare i versanti delle
Alpi e delle Prealpi per dedicarsi al rude mestiere del boscaiolo e del
bottaio.
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Nel 1546 nasceva, nel vicariato di Brixen (Bressanone), Matteo, detto
"il conte di Ressi", probabile radice patronimica della successiva dinastia
"dei Renzi".
La migrazione, lenta e continua, portò la famiglia Rienz sempre
più a sud con un itinerario che, attraverso la vallata del fiume
Rienz (oggi Rienza) finì per assestarsi sul rilievo vicentino,
a ridosso della Valposina e di San Vito dì Leguzzano. Questa famiglia
fu da sempre dedita all'arte del legno, volta volta impegnata nella costruzione
di arredi sacri e di botti da vino, un'attività, quest'ultima,
che anticamente rappresento' appannaggio di maestranze tedesche.
Queste le origini storiche della dinastia dei RENZI. Le notizie d'archivio
fissano, nei secoli a seguire, nomi e date con la precisione dei documenti.
Si susseguono le generazioni nell'arte del maestro bottaio fino ad arrivare
a Francesco che, nato a Mestre nel 1878,si trasferì a Padova e
di seguito a Castelfranco Veneto. A Francesco toccherà l'avventura
dell'esodo dalle terre venete ed il compito di modificare l'ortografia
dell'antico cognome: da "Rensi" al più gentile ed italico
"RENZI".
Nel 1913 nasce a Francesco figlio di Dionisio. Poco dopo, Castelfranco
Veneto diventa zona di guerra. Anni difficili e pieni di ansia.
Nel 1917 la ritirata di Caporetto costringe i Renzi a seguire i flusso
dei profughi verso l'area padana. Sì fermano a Castefranco Emilia
dove, dopo un ragionevole periodo d'assestamento, riparte la "Premiata
Fabbrica Botti e Tini Renzi Francesco". Nel 1924 la ditta trasferisce
in Modena la propria attività acquisendo sempre maggiori consensi
e benemerenze. Nel 1955 Dionisio, alla morte del padre Francesco, passa
a dirigere l'azienda fino al 1978, quando già il figlio Francesco
fin dagli anni sessanta lo affiancava in questa ultracentenaria tradizione
di maestri bottai. Oggi questa dinastia vede generazioni affacciate al
futuro, Francesco ed i suoi giovani figli Roberto e Matteo .
In tutti questi anni la storia della ditta e stata principalmente storia
di uomini, abili tecnicamente e capaci di acquisire la cultura e le tradizione
della terra modenese. Prova ne sia la loro indiscussa capacità
a costruire pure le botticelle per il "balsamico", un aceto
esclusivo che vede Modena famosa nel mondo. Il grande "ritorno"
della botte in legno per vini di qualità vede la ditta Renzi impegnata
nella costruzione dì botti tradizionali ed anche nella loro "rigenerazione",
("barriques" comprese).
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Oggi
Francesco Renzi, con la collaborazione dei figli Roberto e Matteo, continua
un mestiere che richiede maestria d'arte preservando, in questo mondo
dominato dalle macchine, la dignità del lavoro manuale inteso come massima
perfezione del prodotto finito. Non é un caso che ancor oggi la ditta
Renzi attui la delicata piegatura delle doghe "a mano" secondo l'antica
pratica della curvatura per immersione in acqua bollente ed una paziente
attesa per la naturale stagionatura dei legni . Tutto questo, unito ad
un'esperienza centenaria, fanno delle botti Renzi un prodotto straordinario
ed irripetibile per la conservazione del vino e dei suoi derivati.
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